Traduzione tecnica: gli inventori della chiave a brugola

Chi di noi non ha in casa almeno una dozzina di ‘chiavi IKEA’ (è inutile che neghiate, tutti hanno a casa almeno un mobile IKEA)? Tecnicamente queste chiavi si chiamano chiavi a brugola (Inbusschlüssel) e servono appunto a serrare le viti a brugola, spesso dette viti a testa cava esagonale o anche viti a esagono incassato (Inbusschraube, Innensechskantschraube).

 

Il termine tedesco Inbus è l’abbreviazione di Innensechskantschraube Bauer und Schaurte. L’azienda Bauer und Schaurte fece brevettare il suo prodotto in Germania nel 1936.

 

Diversi anni dopo, nel 1945, l’inventore e imprenditore Egidio Brugola depositò il brevetto della vite a brugola in Italia. Tuttavia un tale signor Allen aveva inventato e brevettato la chiave già nel 1910, motivo per cui nei paesi anglosassoni si chiama “chiave di Allen”.

 

Siamo quindi di fronte a un buffo caso in cui non abbiamo una ‘traduzione’ di termini, ma una triade di inventori che hanno dato il proprio nome ai prodotti. Chi sia stato davvero il primo, non è dato sapere.

Bild
Chi non la conosce, la chiave a brugola?

Traduzione tecnica: aspirato o turbo?

Quando, circa 15 anni fa, ricevetti il mio primo incarico presso una nota casa automobilistica torinese (chissà chi?) per fare una consecutiva durante un corso di formazione, ovviamente mi preparai per settimane.

 

Studiai e imparai a memoria innumerevoli termini tecnici, da i pezzi del motore, passando per le centraline fino ad arrivare alle miscele per gli pneumatici. In un’automobile c’è una quantità sorprendente di componenti e di tecnologia. E le informazioni riguardanti i contenuti del corso, come spesso succede, erano scarse.

 

Questi corsi, che poi avrei tradotto per oltre 10 anni, erano corsi per formatori, quindi per tecnici molto esperti che a loro volta formano altri tecnici. Ovviamente non me la sarei cavata con aspirazione, compressione, combustione e scarico (Ansaugen, Verdichten, Verbrennen e Ausstoß). In un corso Train-the-Trainer si parte dal presupposto che le basi siano note.

 

Io invece ero molto inesperta. Le mie conoscenze di base erano più di base che conoscenze. Avevo imparato i termini tecnici, i nomi dei componenti, ma i nessi tra tutti questi pezzi all’epoca non mi erano affatto chiari.

 

Ora, purtroppo, i tecnici hanno il vizio di parlare tra loro in gergo, gettando nel panico la povera interprete. Se i termini tecnici sono difficili da capire e da imparare, i termini colloquiali e le loro variazioni sono praticamente impossibili da capire.

 

Ecco che mi trovo nel corso e devo tradurre una domanda De>It. La domanda riguarda un nuovo modello e il partecipante vuole sapere se questo sia dotato di Sauger (letteralmente aspiratore). Sauger?! Aiuto. Panico. Che cosa ci sarà mai in questa auto da aspirare, e dove?! E pensando all’uso colloquiale di questo termine in tedesco, viene anche da pensare a un aspirapolvere. Per non parlare dell’altro significato, che è ‘ciuccio’.

 

Per fortuna un gentilissimo tecnico tedesco corse in mio aiuto, correggendo il suo collega: “Intende un motore aspirato (Saugmotor). Quindi il motore che semplicemente aspira l’aria (nella fase di aspirazione, Ansaugtakt), contrariamente ai motori turbocompressi (aufgeladene Motoren), nei quali il turbocompressore (Turbolader) comprime l’aria prima che questa giunga nella camera di combustione (Verbrennungskammer). Quindi in pratica il motore aspirato ‘inspira’ aria non compressa, mentre il turbo ‘spinge’ molta più aria nel motore. Un po’ come una ventilazione forzata.”

 

Avrei potuto abbracciarlo. Adesso era chiaro: motore aspirato e motore turbocompresso! Era come se mi cadesse il prosciutto dagli occhi.

 

Sarò per sempre grata a questo gentile signore, che in seguito si rivelò provvidenziale in molte altre occasioni. E lo ammirerò per sempre, perché non tutte le persone esperte sono anche in grado di spiegare concetti a persone meno esperte in modo comprensibile.

 

Querschnitt einee Turboladers für Schulungszwecke

Traduzione tecnica: una frattura geniale

Come tutti sanno, la biella serve a convertire il movimento lineare dei pistoni (che vanno su e giù) in movimento rotatorio, trasferendo il moto all’albero motore. I giri di quest’ultimo, attraverso tutta la catena cinematica (Antriebsstrang), vengono poi trasmessi alle ruote motrici.

 

Ma in che modo la biella (das Pleuel o die Pleuelstange) è collegata all’albero motore? L’cchio piccolo (das kleine Auge), detto anche piede di biella, è collegato al pistone tramite il perno di biella (der Kolbenbolzen). Ma come fare a collegare l’occhio grande, anche detto testa di biella (das große Auge), al grosso, massiccio albero motore?

 

Per farlo a volte in alcune bielle si ricorre a una soluzione geniale. Pensate a quello che succede quando si spezza in due parti una mela con la sola forza delle mani. Le due metà si possono ricongiungere perfettamente, e la mela torna ad essere (apparentemente) uguale a prima, perfetta, come se non fosse mai stata spezzata.

 

La stessa cosa vale se la mela la tagliamo e quindi ne ricongiungiamo le parti, ma in questo caso l’insieme è molto più instabile.

 

Proprio questo si fa per le bielle ottenute per frattura (gecrackte Pleuel): l’occhio grande viene spezzato in due parti (da una macchina che simpaticamente si chiama ‘cracker’) che una volta montate sull’abero vengono unite tramite bulloni. La giunzione è talmente perfetta che a occhio nudo non si riconosce.

 

Nell’immagine la biella montata, completa di cappello di biella (Pleueldeckel).

 

In questa biella scartata si riconosce il punto di frattura.

Traduttori e interpreti alla fiera A&T a Torino, 12-14 febbraio 2020

Dopo averla frequentata per cinque anni come visitatrice e come interprete, ora finalmente andrò alla AeT2020 di Torino in veste di espositrice o meglio, sarò presente allo stand della mia associazione #AITI.

 

La fiera Affidabilità e Tecnologie si tiene dal 2007 a Torino e si rivolge a un pubblico di aziende specializzate nei settori robotica, automazione e metrologia.

 

L’Associazione Italiana Traduttori e Interpreti nel 2019 ha iniziato a presentarsi con il proprio stand ad alcune fiere italiane per promuovere i servizi professionali dei propri soci, traduttori e interpreti altamente specializzati, proprio nei settori a cui è dedicata la rispettiva fiera. Ovviamente ho approvato e accolto con grande entusiasmo questa nuova iniziativa!

 

Il 12, 13 e 14 febbraio quindi troverete me e le mie colleghe all’Oval Lingotto di Torino, allo stand di AITI (H38). Passate a trovarci, informatevi sulla nostra associazione e chiedetemi se sono felice.

 

 


I verbi tedeschi legati ai numeri

Lavorando come interpreti a convegni e conferenze ci si trova spesso confrontati con le cifre e i relativi verbi, in genere legati ai concetti di “aumento” e “diminuzione”. Ma le accezioni possono essere molte, e soprattutto non si può passare una giornata intera a tradurre con “sta aumentando” o “è calato”.

 

Quindi quando mi preparo per una simultanea o una consecutiva faccio sempre un brainstorming, oltre che sulla terminologia, anche sui verbi che potrebbero servire.

 

Ho creato uno schema in cui ho inserito alcuni verbi tedeschi che possono essere utili per esprimere questi concetti. Mi auguro vi possa servire!

 

 

 


Conferenza BDÜ a Bonn, 22-24.11.2019

Recentemente ho partecipato alla grande conferenza del BDÜ, la maggiore associazione tedesca di traduttori e interpreti, durante la quale ho avuto l’onore di tenere la mia presentazione sul marketing e sull’acquisizione di clienti di fronte a 150 persone.

 

Il tema di questo evento epocale con oltre 1.000 traduttori e interpreti partecipanti era l’era digitale e le nuove sfide per il futuro della nostra professione. Ho potuto raccogliere moltissime nuove informazioni, non solo sulla digitalizzazione nell’industria della traduzione e sulle nuove tecnologie per l’interpretazione in remoto, ma anche sull’igiene vocale, sull’interpretazione di comunità e sull’accreditamento degli interpreti presso l’Unione Europea.

 

Caratteristica unica e che sicuramente resterà indimenticabile è stata la location, il World Conference Center di Bonn, ovvero l’ex Bundestag tedesco in cui ha avuto sede il parlamento fino al 1990.

 

L’ex Bundestag di Bonn, parlamento tedesco fino alla caduta del muro, è stata la sede mozzafiato della conferenza del BDÜ

 

I mercatini di Natale di Bonn

 

“Gli interpreti non verranno mai sostituiti dalla tecnologia, verranno sostituiti dagli interpreti che usano la tecnologia”

 

Finalmente ho incontrato di persona Dagmar Jenner, presidente di UNIVERSITAS, mio idolo e autrice di un dei libri che consiglio a tutti: “The entrepreneurial linguist”

 

The Bundesadler & me

 

Keynote molto accattivante di Florian Faes di Slator

 

Keynote di apertura con la direttrice generale del DGSCIC Florika Fink-Hooijer

 

La mia presentazione venerdì 22 ottobre

 

Il mio pubblico attentissimo nella sala Addis Abeba del World Conference Center di Bonn

 

Il mio seminario sull’acquisizione di clienti in fiera

 

Tre AITIane a Bonn

Fiera Interlift ad Augsburg, 15-18 ottobre 2019

Il 15 ottobre sono stata alla Interlift, a detta di molti la fiera degli ascensori più importante al mondo. A questo evento biennale espongono soprattutto piccoli e medi produttori di componenti per ascensori, in genere altamente specializzati. A partire dalle cabine, passando per le funi e le pulegge, fino ad arrivare ai controlli e ai display. Anche quest’anno la Interlift ha confermato la sua popolarità attirando oltre 21.000 operatori del settore lift da 108 paesi, e ottenendo un nuovo primato con 577 espositori su una superficie di 46.500 metri quadrati.

 

Pur essendo troppo grande per vederla tutta in un giorno, sono comunque riuscita a farmi un’idea di tutti e 9 i padiglioni e ho apprezzato molto il Wittur Box. Nella sua zona ludica era possibile provare alcuni simulatori con varie ambientazioni tra grattacieli, acquari e skyline sbalorditive.

 

Un appuntamento imperdibile per chi lavora nel settore degli ascensori e vuole entrare in contatto con fornitori e clienti internazionali, restando nel cuore dell’Europa, nell’accogliente Augsburg, che si trova a circa 80 km da Monaco.

 

Nel Wittur Cube del padiglione 8

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Impressioni della Interlift 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Conferenza “100 years of conference interpreting” all’ILO di Ginevra

La mia postazione nella plenaria dell’ILO di Ginevra

 

 

 

100 years of conference interpreting a Ginevra, 3-4 ottobre 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’università di Ginevra quest’anno ha organizzato un grande evento per festeggiare i 100 anni di interpretazione di conferenza. Il 3 e 4 ottobre nella sede dell’ILO si sono rievocate le origini della nostra professione, nata dopo la fine della prima guerra mondiale, ripercorrendo tutte le tappe fino ad arrivare alle sfide e opportunità odierne, rappresentate dalla digitalizzazione e dai rapidi progressi dell’intelligenza artificiale.

 

Imperdibile l’intervento del neurolinguista Alexis Hervais-Adelman, che ci ha parlato di come funziona il cervello degli interpreti durante la simultanea, un processo tutt’ora non molto chiaro dal punto di vista neurologico.

 

Nella seconda giornata ha preso la parola il novantunenne Christopher Thiéry, uno dei membri fondatori dell’associazione internazionale degli interpreti di conferenza AIIC e attuale presidente onorario, interprete di Mitterrand, Chirac et Sarkozy e di innumerevoli altri personaggi illustri. Con una capacità retorica e una lucidità invidiabile ha ripercorso insieme a noi gli sviluppi della nostra professione, raccontando tra le altre cose interessanti aneddoti sulle condizioni di lavoro e sulle ‘battaglie’ per migliorarle (da 25 a 30 dollari a giornata!).

 

Rassicurante come sempre il professor Claudio Fantinuoli dell’università di Germersheim, sviluppatore di Interpretbank, che ci ha illustrato i vantaggi che l’ingresso dell’AI nelle nostre vite professionali porterà con se – e li porterà sicuramente (volenti o nolenti!).

 

Non avendo mai lavorato per le istituzioni, per me sono state interessantissime le presentazioni di Florika Fink-Hooijer, direttrice generale della direzione generale dell’Interpretazione (DG SCIC) della Commissione Europea, di Agnieszka Walter-Drop, direttrice generale del DG LINC del Parlamento Europeo, di Marie Dur, capo del servizio di interpretazione UNOG e di Monica Varela García, capo del servizio di interpretazione dell’ILO. Oltre ad essere grandissime interpreti di conferenza, queste quattro donne si occupano ogni giorno di organizzare le cabine di dozzine di lingue diverse presso le massime istituzioni del mondo.

 

Per me sono state due giornate di emozioni fortissime: la felicità di rivedere tanti volti conosciuti e il piacere di conoscere nuovi colleghi che coltivano gli stessi miei interessi e, come me, affrontano ogni giorno le sfide della nostra professione. E infine la gratitudine per poter essere presente a una conferenza di soli interpreti di conferenza, in cui si è parlato unicamente di interpretazione: indimenticabile e irripetibile!

 

Foto: https://www.unige.ch/fti/conf1nt100/legacy/#toc2
Christopher Thiéry, presidente onorario AIIC

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La “delegazione” italiana composta da Alice Bertinotti, Lucia Sollecito, Catherine Millasseau, Elisabetta Minetto, Nicole Maina e Sarah Cuminetti

 

Alexis Hervais-Adelman, neurolinguista e professore dell’università di Zurigo